Di quello che sentì Cesar a metà viaggio
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#7 Da Berlino a Lubecca: le 2 Germanie e i 4 RiCiclabili

Mai come in questi ultimi 10 giorni siamo stati tanto immersi nel passato del nostro continente.

Dalla frontiera con la Repubblica Ceca a Lubecca, passando per Lipsia, Berlino, Magdeburgo e Amburgo, e percorrendo la cortina di ferro tra ex Germania dell’Ovest ed ex Germania dell’Est (attuali confini tra le regioni della Baviera con la Turingia e della Bassa Sassonia con l’Alta Sassonia) ci siamo ripetutamente imbattuti in quelli che sono i resti e i memoriali di una delle più estreme scissioni tra popoli, idee e Paesi della nostra storia recente.

A cominciare da Berlino, dove Cesar ed io siamo capitati proprio il 13 agosto, 56esimo anniversario della costruzione del Muro, che ovviamente non fu eretto in un giorno. Tuttavia all’esercito della DDR bastarono solo 24 ore per posizionare il primo livello di blocchi di calcestruzzo e per stendere il filo spinato per più di 120 km, in modo da isolare Berlino Ovest, ma trasformandola di fatto nella “Vetrina dell’Occidente”. Al di là dei numeri e della bibliografia (consultabile qui), che sono agghiaccianti, e delle informazioni “tecniche” che abbiamo trovato al Museo del Muro, a quello della Stasi (servizi segreti della Germania Est) e sui pannelli dei vari memoriali lungo la Cortina, sono le storie delle persone che ci commuovono, arrabbiano, indignano, ammutoliscono.

Ce ne sono tante, e cercheremo di raccoglierle e proporle in un post dedicato. Sono per lo piu’ storie di scissioni familiari, lavorative, emotive, frustrazioni ventennali, silenzi, rabbia e alla fine, riunificazione e liberta’.

Una in particolare ci è stata raccontata dall’italiano Cesare, che lavorava in una gelateria di Helmstedt, a 5 km dalla frontiera Est-Ovest di Marienborn, famosa per il suo Check Point Alpha (il primo della serie resa famosa dal checkpoint Charlie berlinese). Cesare si ricorda che appena aperta la frontiera, in questa piccola e antica cittadina videro arrivare fiumane di gente e soprattutto bambini dalla Germania Est, desiderosi di spendere i loro pochi marchi in gelati e leccornie occidentali. Ed ecco come dalla padella alla brace ripassarono in padella…

Nemmeno la pista ciclabile lungo il fiume Elba, percorsa da me e Giacomo da Wittenberge fino alla sua foce, ad Amburgo, è priva di torrette di avvistamento. Il largo fiume, utilizzato come confine naturale, evidentemente non bastava a fermare i numerosi tentativi di fuga dall’Est!

Per farla breve, pedaliamo immersi in una bolla che galleggia nella storia. Il clima, poi, aiuta nelle rimembranze: quasi sempre grigio e piovoso, ma per fortuna mai freddo. Anche Jacopo il quale, mentre io “accompagnavo” Cesar a Berlino e Giacomo ad Amburgo sceglieva di percorrere la parte montagnosa della Cortina di Ferro lungo la Turingia, ne ha molte da raccontare, e sono molto curioso di ascoltarle. Arriverà a momenti qui a Lubecca, pronti per continuare insieme lungo il Baltico.

Per quanto riguarda voi, si sente che un po’ state viaggiando anche con noi, e questo è quanto di più bello potessimo sperare. Continuate mandandoci calore e incoraggiamenti, che sulla ciclovia per San Pietroburgo ne avremo sempre più bisogno!!

Percorsi 2700 km, posso finalmente dire: FINE DELLA PRIMA PARTE!

 

Scritto da Niccolo’

 

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