Siamo un gruppo di amici, legati da una passione: viaggiare lentamente e responsabilmente, esplorando le comunità locali e promuovendo la bicicletta come buona pratica di turismo sostenibile. Crediamo che viaggiare sia uno strumento per raccontare, e raccontarsi, oltre che un modo per conoscere il Mondo. Percorrerlo in bicicletta permette di scoprirlo poco a poco, per imparare ad apprezzare ogni attimo

Niccolò

La mia vita? A tappe, e sogni da realizzare.


Già da bambino scalpitavo per esplorare ogni luogo fosse al di là dell'orizzonte visibile. A piedi, o in bicicletta, non aveva importanza. Bastava che fosse un'avventura. Ogni domenica, a 12 anni, in sella della mia BMX un po' scassata,superavo i confini fiorentini, cercando di raggiungere ogni volta un colle diverso, sempre più lontano.


Molti anni dopo raggiungevo la sorgente glaciale del Gange, camminavo sulle lastre incaiche in Perù, pedalavo a Galway sotto la pioggia irlandese e mi issavo sui pedali, concentrato unicamente sul respiro, nella catena montuosa del Durmitor, in Montenegro.


Viaggi e modi di viaggiare che mi hanno sempre aiutato a compensare la rapidità della vita in città, a Firenze, luogo che adoro e che per questo abbiamo scelto come tappa di partenza per questo nuovo sogno-realtà: la Cortina di Ferro, da Firenze a San Pietroburgo, percorrendo la Storia su due ruote.

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)


Giacomo

Scopro il gusto di andare in bicicletta con gli amici nel quartiere. Poi su e giù per le colline fiorentine.


Realizzo ben presto che le salite non mi pesano, al di là della scarsa preparazione atletica, mentre i miei compagni sbuffano e si lamentano. Comincio ad andare da solo e mi accorgo che pedalare mi rilassa, mi schiarisce le idee, mi fa respirare. Odio la competizione, l'agonismo non mi appartiene, si tratta solo di fare un giro per me.


Passa un altro po' e scopro che per andare a lavorare l'unico modo sensato è su due ruote, la mia città è piccola, il motore proprio non serve, bastano e avanzano le gambe. Intanto cresce l'amore per le biciclette, piano piano si accumulano, Lidia, Aida, Anna, Eleonora.


Infine decido di provare ad utilizzarle per viaggiare, prima un paio di giorni, poi una settimana e poi senza accorgermene pedalo dalla pendici dei Pirenei fino a Parigi.


La soddisfazione è immensa, indescrivibile, mai provata prima. E quindi gli anni successivi vado alla scoperta della Grecia e della Sicilia, mai sazio del senso di libertà e appagamento che si ha dopo avere pedalato una giornata in luoghi splendidi.
Negli ultimi mesi provo a lavorarci con la bicicletta: inventata oltre due secoli fa, sono sempre più convinto che sia il mezzo del futuro...


Jacopo

Un semplice aneddoto spiega tante cose.
Ho sempre avuto la bicicletta presente nella mia vita. Un qualcosa di viscerale, forse trasmessomi dal nonno, grande ciclista. Con lui guardavo il Giro d'Italia e per lui partivo la mattina in bici da casa dei miei, pedalavo due orette tra le colline del Chianti e arrivavo guarda caso proprio a pranzo. Perché a pranzo? Perché sfruttavo la fatica che accumulavo nel percorso per ottenere una fame degna di quel capolavoro che erano le lasagne di mia nonna.
Il resto è semplicemente un evoluzione dell'aneddoto, cioè una vita all'insegna del movimento lento, l'unica forma che mi permette di essere mens sana in corpore sano tramite l'esercizio fisico nella natura, l'esplorazione di posti nuovi, il contatto e lo scambio umano e, ovviamente, il gustare le cose buone del mondo :-)

Non è ciò che hai, è quello che fai con ciò che hai che conta” (Tom Ballard)


Marco

Ho sempre amato la libertà di movimento, il poter decidere in modo autonomo quale strada intraprendere, senza condizionamenti, il muoversi con le proprie gambe, in bici o a piedi, avendo il tempo per osservare quello che accade intorno.

Scegliere la bici significa vivere un viaggio continuo, senza fretta, dove la meta non è necessariamente lontana o esotica. Un viaggio che è una scoperta costante: ogni giorno nuovi percorsi oppure gli stessi luoghi ma visti con altri occhi, altri ritmi, altro spirito.
In sella ad una bici si riscopre un modo diverso di vivere la città e ciò che ci circonda.
La bici è un mezzo di locomozione incredibile, tanto semplice quanto rivoluzionario, ma anche e soprattutto un mezzo di esplorazione del mondo e di noi stessi.

Sono un ciclista metropolitano. Forse non sarei in grado di arrivare a San Pietroburgo ma ho sposato in pieno il progetto e la filosofia di RiCiclabili e seguirò tutto il percorso nella sua parte comunicativa, perché un viaggio così deve essere condiviso e raccontato: è un viaggio nella nostra storia, è un viaggio che appartiene a tutti noi.

La bicicletta è ben più di uno sport o di un mezzo di trasporto. La bicicletta è una rivoluzione, una riconquista dello spazio pubblico, l’impegno ad assumersi, a partire dal territorio, la responsabilità di riplasmare le nostre metropoli. (T.H.Culley)

Niccolò

La mia vita? A tappe, e sogni da realizzare.


Già da bambino scalpitavo per esplorare ogni luogo fosse al di là dell'orizzonte visibile. A piedi, o in bicicletta, non aveva importanza. Bastava che fosse un'avventura. Ogni domenica, a 12 anni, in sella della mia BMX un po' scassata,superavo i confini fiorentini, cercando di raggiungere ogni volta un colle diverso, sempre più lontano.


Molti anni dopo raggiungevo la sorgente glaciale del Gange, camminavo sulle lastre incaiche in Perù, pedalavo a Galway sotto la pioggia irlandese e mi issavo sui pedali, concentrato unicamente sul respiro, nella catena montuosa del Durmitor, in Montenegro.


Viaggi e modi di viaggiare che mi hanno sempre aiutato a compensare la rapidità della vita in città, a Firenze, luogo che adoro e che per questo abbiamo scelto come tappa di partenza per questo nuovo sogno-realtà: la Cortina di Ferro, da Firenze a San Pietroburgo, percorrendo la Storia su due ruote.

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)


Giacomo

Scopro il gusto di andare in bicicletta con gli amici nel quartiere. Poi su e giù per le colline fiorentine.


Realizzo ben presto che le salite non mi pesano, al di là della scarsa preparazione atletica, mentre i miei compagni sbuffano e si lamentano. Comincio ad andare da solo e mi accorgo che pedalare mi rilassa, mi schiarisce le idee, mi fa respirare. Odio la competizione, l'agonismo non mi appartiene, si tratta solo di fare un giro per me.


Passa un altro po' e scopro che per andare a lavorare l'unico modo sensato è su due ruote, la mia città è piccola, il motore proprio non serve, bastano e avanzano le gambe. Intanto cresce l'amore per le biciclette, piano piano si accumulano, Lidia, Aida, Anna, Eleonora.


Infine decido di provare ad utilizzarle per viaggiare, prima un paio di giorni, poi una settimana e poi senza accorgermene pedalo dalla pendici dei Pirenei fino a Parigi.


La soddisfazione è immensa, indescrivibile, mai provata prima. E quindi gli anni successivi vado alla scoperta della Grecia e della Sicilia, mai sazio del senso di libertà e appagamento che si ha dopo avere pedalato una giornata in luoghi splendidi.
Negli ultimi mesi provo a lavorarci con la bicicletta: inventata oltre due secoli fa, sono sempre più convinto che sia il mezzo del futuro...


Jacopo

Un semplice aneddoto spiega tante cose. Ho sempre avuto la bicicletta presente nella mia vita. Un qualcosa di viscerale, forse trasmessomi dal nonno, grande ciclista. Con lui guardavo il Giro d'Italia e per lui partivo la mattina in bici da casa dei miei, pedalavo due orette tra le colline del Chianti e arrivavo guarda caso proprio a pranzo. Perché a pranzo? Perché sfruttavo la fatica che accumulavo nel percorso per ottenere una fame degna di quel capolavoro che erano le lasagne di mia nonna. Il resto è semplicemente un evoluzione dell'aneddoto, cioè una vita all'insegna del movimento lento, l'unica forma che mi permette di essere mens sana in corpore sano tramite l'esercizio fisico nella natura, l'esplorazione di posti nuovi, il contatto e lo scambio umano e, ovviamente, il gustare le cose buone del mondo :-)

Non è ciò che hai, è quello che fai con ciò che hai che conta” (Tom Ballard)


Marco

Ho sempre amato la libertà di movimento, il poter decidere in modo autonomo quale strada intraprendere, senza condizionamenti, il muoversi con le proprie gambe, in bici o a piedi, avendo il tempo per osservare quello che accade intorno. Scegliere la bici significa vivere un viaggio continuo, senza fretta, dove la meta non è necessariamente lontana o esotica. Un viaggio che è una scoperta costante: ogni giorno nuovi percorsi oppure gli stessi luoghi ma visti con altri occhi, altri ritmi, altro spirito. In sella ad una bici si riscopre un modo diverso di vivere la città e ciò che ci circonda. La bici è un mezzo di locomozione incredibile, tanto semplice quanto rivoluzionario, ma anche e soprattutto un mezzo di esplorazione del mondo e di noi stessi. Sono un ciclista metropolitano. Forse non sarei in grado di arrivare a San Pietroburgo ma ho sposato in pieno il progetto e la filosofia di RiCiclabili e seguirò tutto il percorso nella sua parte comunicativa, perché un viaggio così deve essere condiviso e raccontato: è un viaggio nella nostra storia, è un viaggio che appartiene a tutti noi.

La bicicletta è ben più di uno sport o di un mezzo di trasporto. La bicicletta è una rivoluzione, una riconquista dello spazio pubblico, l’impegno ad assumersi, a partire dal territorio, la responsabilità di riplasmare le nostre metropoli. (T.H.Culley)

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